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14.07.2014 Armando Todesco - Senato

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Jesolo 14 Luglio 2014

Chi vuole rottamare il Senato?

Con la prova pratica della riforma del senato non abbiamo capito cosa, nel nuovo linguaggio politico, significa cambiare.
Si era detto mesi fa: togliamo il senato definitivamente perché nella situazione di oggi avere una baraccone di questo genere che e’ li per fare mangiare solo persone del circuito di amici e parenti e basta non è una buona cosa.
E allora tutti d’accordo appunto: togliamolo.
Ognuno evidentemente pensava: tolgono il posto agli altri ma non a me e allora tutti d’accordo.
Quando però qualcuno ha cominciato a capire che perdeva la sedia sotto il sedere ha cominciato a fare delle obiezioni cosidette tecniche e politiche, ma non era questo il problema , perché  badate  il senso finale di queste obbiezioni era quello di affossare la riforma perche appunto toccava  a lui andare a casa .
E per fare cosa? cosa farei? chi mi avrebbe votato se sono finito qui al senato solo perché il partito mi ci ha messo? fare cosa se non conosco nessuno dei miei elettori e non so a volte neanche la geografia del territorio? e via di questo passo.
Altri evidentemente coinvolti in questa riforma si sono messi in linea con queste obbiezioni perché avevano capito che avrebbero perso la sedia e tutto il resto  per finire di andare ai giardinetti come  pensionati.
Proprio non ci pensavano proprio.
Ecco allora che nella così detta sinistra, che non esiste più, si è formato un gruppettino di senatori che prima dicevano che  volevano abolire il senato e poi si sono opposti costituendosi in minoranza  .
Ma voi pensate che a destra le cose stessero tranquille. Neanche per sogno.
Quelli di destra hanno detto: Beh, anche noi abbiamo degli emendamenti tecnici e politici e cosi facciamo comunella con quelli della sinistra, tanto cosa c’entra destra e sinistra, basta non essere mandati a casa e così visto che le divisioni politiche non esistono più, ci si mette colla sinistra e la si favorisce ,ma quello che serve  e’boicottare la riforma ,il cambiamento ,quello che si voleva cambiare .
E così il governo che aveva messo nel suo diario la questione del cambiamento in termini di settimane, prima vuole l’abolizione, poi tratta con i dissenzienti e si sposta sempre  di più verso di loro che erano e saranno quelli che dovranno votare l’abolizione del proprio posto di lavoro .
I giorni passano e ogni giorno i ribelli si fanno sempre più forti e il governo sempre più debole, ma con tante modificazioni in mano di quella che dove essere una cosa piuttosto semplice e cioè togliere di mezzo il senato punto e basta.
Ad un certo punto i ribelli hanno giocato come una strategia militare e cioè hanno  detto: voi volete  che noi non esistiamo più, o diminuirci le funzioni e l’importanza ,gli stipendi ,ecc. ma anche i deputati dovrebbero dare il loro contributo alla crisi e diminuire le spese cioè riducendosi .
Un contrattacco insomma .
E i deputati che si considerano e sono una casta mandata dal cielo che cosa hanno risposto sotto sotto :
il governo tolga il senato ma in un modo  soffice ,cioè non togliendolo ma lasciandolo con qualche modifichina ,in pratica non toglierlo .
Quindi dopo correttivi e correttivi si arriva dopo settimane ad avere un modello di funzionamento di quello che doveva essere abolito.
Ora non sarà  più abolito ,funzionerà ,ma la elezione sarà tra pochi ,tra gente che è dentro il circuito della politica da decenni.   
Se non si fosse trovato un compromesso che una cosa che lascia le cose più o meno uguale a prima , si sarebbe andati al voto e sicuramente  i franchi tiratori al momento della votazione si  sarebbero fatti   vedere con la possibile sconfitta del governo  che ovviamente non vuole fare una brutta figura .che sarebbe la fine del governo ,di tante carriere  e di chissà quali altri disastri economici .
Facciamo una prima conclusione in attesa di  avvenimenti: il senato allora non viene più tolto ,più o meno rimangono le  stesse funzioni di prima  ,cambierà un po’ il sistema per metterci il sedere sopra la sedia  e non costerà meno di prima .
Il governo e’soddisfatto di aver …tolto il bicameralismo  decenni di tentativi  ,contenti gli oppositori che si preparano da ora in poi al modo di riprendersi il posto  .
Soddisfatto la  lega che si e ‘presentato  alle trattattive col suo rappresentante tutto fasciato per un incidente  ,non avuto per aver usato  la scopa per  cacciare Bossi e figli e contro Salvini come promesso !(ma aspettiamo ) , contento il  p.d che mai e poi pensava di togliere il senato dopo 60 anni  ,perche’ se lo avesse fatto chi l’avrebbe fatta capogruppo la Finocchiaro che deve fare ancora il passo indietro che Renzi gli ha chiesto dopo che era andata al supermercato con scorta(aspettiamo comunque il passo indietro !)

Adesso ci sarà il voto ed è probabile che qualche altro aggiustamento  sempre verso il mantenimento delle funzioni di prima nella sostanza ci sarà .
Così , cari lettori ,viene trattata e  conclusa la prima riforma  forte del governo  :  la parola togliere significa  lasciare come prima ,significa parlarne che hai intenzione di cambiare ma non farlo .
In sostanza tutto come prima.
Sara’ cosi per le altre cosidette annunciate riforme?
Intanto nessuna parola viene spesa per il numero raddoppiato dei poveri in Italia.
Mica questi non votano per il governo.
Gli stranieri si che votano per il governo e allora i soldi vanno a loro con la marina a loro disposizione, cosi gli alberghi di buona categoria .
Nel frattempo il debito italiano aumenta e l’Italia si impantana sempre di più nel disinteresse della classe politica.
Intanto tra le pieghe di questo lassismo rimangono i buchi neri per i soldi  sulla questione dei tempi lunghissimi per muovere un a nave da un porto come e’ il caso della Costa Concordia e poi gli F35 e poi  le spedizioni internazionali del’Italia  e poi la operazione Mare nostrum e i due marò .
Tanto paga Pantalone.
Spero che non si dirà che è colpa dei poveri vecchi e i tanti  nuovi .  


 
Armando Todesco

 
 
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