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26.07.2015 - Il nuovo bavaglio con il DDL contro le registrazioni "rubate"

Rubrica a TuttoTondo > Venti15 Tutto Tondo

Quasi tutte le inchieste,  che hanno portato in carcere i politici, nascono da inchieste giornalistiche


Un discorso di Mussolini da Palazzo Chigi - Il premier " El sior Renzi" saluta dalla finestra di Palazzo Chigi

Jesolo 26 Luglio 2015
di Claudio Vianello Venti15©



Il nuovo "bavaglio" con  il DDL contro le registrazioni "rubate"

Il primo fu Mussolini, che il 4 Ottobre del 1924 al Cova di Milano disse "Il concetto assoluto di libertà è arbitrario. Nella realtà non esiste".
Poi qualche anno dopo a Palazzo Chigi, era il 10 Ottobre del 1928, sempre Mussolini, in un discorso ai giornalisti disse: "In un regime totalitario, come dev’essere un regime sorto da una rivoluzione trionfante, la stampa è un elemento di questo regime, una forza al servizio di questo regime. In un regime unitario, la stampa non può essere estranea a questa unità"
Questa è la premessa che porta ai giorni nostri, dopo che, nei giorni scorsi il settimanale l’Espresso pubblica alcune frasi, che sostiene, siano state intercettate telefonicamente e trascritte dal giornalista, tra il governatore Siciliano Rosario Crocetta e il chirurgo Matteo Tutino, nella quale quest’ultimo asserirebbe:" Lucia Borsellino va fatta fuori come il padre."
Il governo del sior Renzi presenta in tutta fretta un DDL contro la pubblicazione delle intercettazioni, con pene di reclusione fino a quattro anni per chi le diffonde.
Ed allora ti viene subito da fare una riflessione:
L’Italia è grande Paese: un paese di Geni, un paese di Artisti, di Grandi Artisti, di Imprese, di Grandi Imprese, di immense risorse umane, ma dove  ormai gli scandali sono quasi quotidiani, la disoccupazione raggiunge livelli mai pensati e dove chi è inquisito dalla magistratura è il politico di turno, quasi tutti gli scandali sono partiti grazie ad inchieste, oggetto di servizi fatti da bravi giornalisti, in primis Milena Gabbanelli con il suo "Report" e poi via via tutti gli altri, dalle Iene, Striscia la notizia, quelli di Piazza Pulita, Ballarò, Anno Zero e  di tutti quei cronisti investigativi che, per raccogliere prove, usano telecamere e/o registratori nascosti.
Ecco qua, oggi l’unico a non pagare eccetto qualche truciolo scappato dai meandri della politica italiana è il politico lasciato andare alla deriva dopo gli scandali che lo hanno coinvolto.
Oggi in questo Paese, l’Italia, chi governa ci fa le ramanzine quotidiane sul come essere e come comportarsi, dall’alto dei suoi venti mila euro mensili, nonostante sia salito sullo scranno non perché scelto dal "Popolo Sovrano". Così recita la Costituzione Italiana nei suoi principi fondamentali all’ Art. 1
:
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."
Queste regole scritte dovrebbero essere le fondamenta di un Paese Democratico, dove in Democrazia (dal greco:   democratia   composto di   demos   popolo e   cratos   potere), è il Popolo l’unico preposto ad eleggere il suo leader… Così non fu con il presidente di qualche tempo fa, il Re, Giorgio Napolitano.
Noi del Popolo ci ricorderemo e ci ricordiamo di quanto perpetrato prima con Monti e poi con "el Sior Renzi".
Eccoli questi i politici che dovrebbero fare il bene del Popolo, i politici che si comprano con i nostri soldi le autovetture di lusso, ma anche la carta igienica, sissignori questa è l’Italia di oggi che vuole mettere in carcere chi vuol fare il proprio lavoro di inchiesta e denuncia quotidiana, attraverso la carta stampata e/o attraverso i media, e non ultimo il web…
In attesa del prossimo scandalo, l’Italia di Pompei o l’Italia di Ignazio Marino, pardon il Sindaco di Roma, per adesso mettiamo in carcere chi fa e compie bene il suo lavoro.
Benvenuti nel Paese del bengodi ….


 
 
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