La mia 28a Maratona VeniceMarathon 2012 - Il blog di Jesolo, il blog di Claudio Vianello che ti documenta senza ipocrisie. Ti tiene quotidianamente aggiornato sulla vita politica e non di Jesolo, con commenti, approfondimenti, opinioni sui fatti di attualità in Jesolo e qualche altra notizia" Il Diario di Jesolo - Il Blog " di Jesolo

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La mia 28a Maratona VeniceMarathon 2012

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L'attesa e......




VENICE MARATHON 2012 “ IL RACCONTO DI UN’IMPRESA "


Jesolo 29 Ottobre 2012
di Claudio Vianello Venti12©

Ragazzi buongiorno a tutti!

Questa mattina mi sono svegliato ancora in preda all’incubo di ieri…                                    
Scherzo, invece è andata anche questa  27a " Venice Marathon 2012", una Maratona impossibile, al limite della follia.
Una maratona difficile da raccontare per chi non l’ha vissuta, però ci voglio provare perché  nessuno di noi, 5931 maratoneti  passati sotto il traguardo, potrà dimenticarla facilmente.
Partenza da Jesolo alle 6,40 con i miei amici Luca, Massimo, Elisa, Matteo, Alessio e l’autista Flavio, sempre con gli occhi rivolti al cielo, il cielo sembrava aprirsi ed allora commenti: "Speriamo bene, che le previsioni possano aver toppato e che la giornata ci regali un po’ di sole."
Arrivati a Strà, ci siamo cambiati in mezzo a un carnaio di maratoneti, c'è sempre chi fa l’ultima pipì e chi  fa gli scongiuri, auspicando che possa essere una giornata senza pioggia.
Ahimè: ore 9.00,  è iniziato a piovere leggermente poco  prima della partenza.
Conto alla rovescia, start e via, tutti con la mano sul cronografo  per avere i tempi di passaggio, sembrava tutto tranquillo, qualche gocciolina e qualche folata di vento per i  primi otto chilometri,  si potevano anche fare……. ma il peggio doveva ancora arrivare,  passati i primi 2 ristori ( il 5° e 10° km) dove si poteva trovare solo dell’acqua , dal 3°ristoro ovvero dal 15° chilometro, più di qualcuno di noi avrebbe sperato di trovar un buon tè caldo, ed invece solo acqua e sali, tutto chiaramente come la temperatura esterna , sconsolatamente freddo.
Continuavo a macinar chilometri e tenevo bene 5,14 minuti di media, ahimè  a qualche chilometro prima di Malcontenta riprendeva  a piovere, pioggia a secchiate  che ti arrivavano dappertutto, cercavo con i maratoneti vicini di far gruppo per coprirci, niente solo bora, pioggia e vento.
Ad un certo punto  ho iniziato a dubitare e a  pensare che forse, sarebbe stato  meglio mi fossi ritirato, ma con quel tempo chi avrebbe provato  a fermarsi? Avrei dovuto aspettare le scope (n.d.c. i pulmini per i ritirati), ma chissà quando sarebbero arrivate? Quindi non ci si doveva fermare, tassativamente bisognava continuare.
A metà maratona ( 21.095 metri), sono passato con il tempo di 1h 53 minuti, non male, avrei voluto provare il mio personale fin dall’inizio ed invece bisognava solo soffrire e portare a termine la mia 28a maratona.
A quel punto ho iniziato a non sentire più alcune dita dei piedi, erano praticamente quasi in ipotermia insieme alla mano destra, un freddo boia, al 23° chilometro mi son dovuto fermare per scaldarmi i piedi e le mani, non avrei potuto  fare altrimenti, ma ero sempre convinto che l’unico traguardo era:  Riva degli Schiavoni a Venezia.
Dal sottopasso della ferrovia di Mestre, all’arrivo di Riva degli Schiavoni, mi separava la parte peggiore, tutta in balia della bora e della pioggia perché tutta zona aperta: Viale San Marco, il Ponte pedonale di San Giuliano, il Parco di San Giuliano, ma la vera incognita che avrebbe fatto la differenza per tutti, lo scoglio del Ponte della Libertà, questo è il tratto che ha mietuto ritiri a iosa e mentre lo imboccavo, pensavo: " Ma chi me l'ha fatto fare ", un tratto di quasi 5 km spazzato dalla bora a 60 km orari e con la ciliegina ( mai assente) della pioggia battente che a contatto con la pelle sembrava grandine…era fatta! " NON MOLLARE MAI", questo è il motto di noi maratoneti!
L’arrivo ormai lo vedevo ( me lo immaginavo), tra il freddo che non capivo più cosa fosse e  qualche pensiero che ti diceva copriti, affianca i pullman ( questi si trovavano sulla parte sinistra del Ponte della Libertà, avevano ridotto le carreggiate del traffico e quindi passavi vicino agli automezzi), c’era solo la bora, era terribile, in più sembrava di stare nella scena di un film, migliaia di bicchieri vuoti che volavano all’altezza delle gambe spostati dal vento e dovevi schivarli, solo che non era un film, bensì la  cruda realtà.
Finalmente, finito il ponte e svoltato a destra ti inserivi sul tratto della Dogana di Venezia…era finita, ancora 4 chilometri e poi San Marco, via via macinavo metri fino al  primo dei 13 ponti da scavalcare, insomma era FINITA o QUASI.
Tutti gli anni, quando imbocco  il tratto delle Zattere, inizio a sentire un’emozione unica, il cuore ti arriva in gola, questa è la sensazione della " Venice Marathon" , poi svolti a sinistra verso la punta della ex-dogana e prendi il ponte di Barche sul Canal Grande, spettacolare l’ immagine che ti si apre davanti, ( quest’anno un po’ meno)… è il tripudio, insomma ancora un chilometro e ti ripeti, dai dai che ci siamo, San Marco, Viva San Marco il trionfo personale, e, passando sotto il traguardo mentre fissi ancora il cronografo, stoppandolo  ti riempi di una gioia e di una felicità difficile da raccontare e sai di aver portato a termine una maratona storica, quella di quest’anno 2012 .( n.d.c. Tempo finale 4h 08m, 41s ). E’ andata anche per quest’anno, pronti per la prossima.




 
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