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Lettera di un suicidio di massa 01.12.2012

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01 Dicembre 2012

UN SUICIDIO DI MASSA



Era il 18 novembre 1978, esattamente trentaquattro anni fa, 912 persone, seguaci della congregazione religiosa del «Tempio del Popolo», si suicidarono in massa nella loro comune di Jonestown, nella giungla della Guyana, bevendo un cocktail al cianuro, secondo gli ordini del loro capo, il reverendo Jim Jones.
Leggevo ieri 30 Novembre che,  il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è aumentato lo stipendio, o quantomeno dai 239.192 Euro che percepisce nel 2012,ne aggiungerà altri 8.835 nel 2013 di aumento raggiungendo l’importante cifra di 248.027, mi chiedo solo, il Presidente Napolitano  essendo nato nel 1925  ed avendo quest’anno 87 anni, non potrebbe rinunciare al suo stipendio in questi giorni-anni così duri ( almeno a sentir loro),e fare il Presidente per passione, ovvero per la Nazione Italia gratuitamente ?
Questi sono i costi del Colle: Il 19 luglio di quest'anno il presidente della Repubblica ha dichiarato: "Per evitare che la crisi degeneri siamo tutti chiamati a fare dei sacrifici...". Ottimo, Vero e perbacco. Peccato che il Colle costi 624.000 euro al giorno, disponga di 1.807 dipendenti ed un parco auto che comprende anche tre Maserati, ecc ecc.
Premesso tutto ciò vorrei introdurre la sensazione che abbiamo quotidianamente noi imprenditori Italiani, quanti sono gli imprenditori o indirettamente gli operai che bevono un cocktail al cianuro ( metaforicamente ) ovvero che si tolgono la vita per aver dei problemi di cassa, o perché non ce la fanno più, o per aver perso il posto di lavoro,  ecco che allora il suicidio di massa diventa realtà.
Lo Stato dice di essere impotente, perché deve far tornare i numeri per l’Europa o meglio per la Merkel, e davanti ai numeri non può far nulla, i numeri devono essere rispettati per l’Europa.
Perché le nostre aziende non si possono salvare da questa asfissia quotidiana che lo Stato impone ( IRPEF,IRAP, IMU, balzelli, accise, contributi, imposte straordinarie, ecc. ecc.), per creare posti di lavoro l’impresa va e deve essere messa al di sopra di tutte le parti, perché senza di essa c’è solo aridità e fame, l’imprenditore con la sua impresa crea posti di lavoro, ed è giusto che sia gratificato.
In Italia tutto questo non esiste, vediamo che se da una parte si cercano proseliti facendo mera demagogia, dall’altra si bastonano e si portano ad estremi ed inconsulti atti, gli imprenditori.
La domanda che ci poniamo noi micro e piccoli imprese quotidianamente: ma chi è quel deficiente che nel 2012 vorrebbe aprire o meglio rischiare del suo senza aver profitto ? se noi avessimo un gruzzoletto sotto il materasso perché delle banche non ci fidiamo, non sarebbe meglio che ce lo godessimo ed andassimo in vacanza ?
In Italia oramai non c’è più nessuna luce alla fine del tunnel, c’è e si vede solo disperazione, ed ai politici( La Casta) oggigiorno questo non interessa, gli basta salvaguardare il proprio tornaconto e basta, e dei servi della gleba, ovvero piccoli imprenditori,artigiani,piccoli proprietari e schiavi non gliene può fregar di meno.
Ecco perché il suicidio di massa ( chiudono migliaia di imprese  ) tra noi, quindi per evitare questa asfissia, siamo e/o saremo costretti a far su bagagli e spostarci in altri paesi vicini dove l’impresa viene tutelata, perché senza impresa non si creano posti di lavoro. Questa è l’Italia da qui in avanti…….. meno tasse, più posti di lavoro e chiaramente meno stato di Polizia.
Questa è una e sola soluzione.
Claudio Vianello



 
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