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Piazza Marconi e gli anni d'oro 09.03.2013

Lettere e Opinioni di Claudio > 1-Venti13

Jesolo 9 Marzo 2013
PIAZZA MARCONI  E GLI ANNI D’ORO, OGGI UN DECLINO INARRESTABILE.
Su di Piazza Marconi si potrebbe scrivere un libro di migliaia di pagine , dai sui anni d’oro, al suo lento ed inesorabile declino odierno.

Erano anche per Jesolo Lido gli anni della dolce vita, erano i famosi anni 60 del boom economico.
La nostra spiaggia era  tra le più ambite in Italia  per passarvi  le vacanze estive e per  divertirsi tra, spiaggia, sole, mare, bar, gelaterie, vasche lungo la via Bafile con macchine fiammanti ed infine della giornata, fare mattina nelle discoteche: le Capannine, il Tibidabo, lo Champagne a GoGo, il Vat 69 ecc.
Piazza Marconi verso la fine degli anni 70  iniziò con l’aiuto della classe politica ad avere un lento ma costante declino, diedero la possibilità di trasformare  lo storico Grand Hotel Bagni Miramare in un grumo di appartamenti fronte mare.
Poi, vennero gli anni 80, Jesolo Lido cominciò a mostrare le prime crepe non cresceva o non la volevano far crescere, cambiavano le mode e anche  la high society, quest’ultima pian pianino emigrò  trovando sulla costa romagnola, Rimini, Riccione ecc. quello che Jesolo non dava più, in poche parole la nostra città  non era stata capace di compiere quel  salto di qualità che l’avrebbe potuta tenere in auge fino ad oggi. Quel gap di interesse per la classe medio alta, anno dopo anno veniva a mancare e Jesolo faceva fatica a mantenere quel tenore di vita per una  tipologia di turista diverso dalle famiglie, senza accorgersi Jesolo  si stava incuneando verso una spiaggia tipicamente di massa, solo ed esclusivamente per  famiglie ed anziani.
La  classe politica di allora continuava a  baruffare quasi quotidianamente  per  prendersi la paternità di come riuscire a costruire , Jesolo  era prigioniera dei partiti politici, così rimase in stallo per  20 anni, quegli anni sarebbero stati importantissimi per  dare un nuovo PRG alla città e farla crescere ed invece solo ed esclusivamente baruffe e baruffe  tra politici di colori diversi, in poche parole regnava il caos, i Sindaci si avvicendavano ogni 3 / 4 mesi se non di meno, le maggioranze  lo stesso, ed intanto la città rimaneva alla finestra a guardare, prigioniera delle lobby dei partiti.
Da li a poco con la promessa fatta allo stesso costruttore che trasformò il Grand Hotel  Bagni Miramare in appartamenti , l’Hotel Centrale e la caserma della tenenza di finanza  venivano demoliti, con  l’illusione per il costruttore  di poter aumentare i metri cubi sull’intervento da farsi..
Ahimè, in Italia le promesse dei politici hanno le gambe corte e così la cosa da li a poco franò, un’altra volta i partiti politici presero il sopravvento sul raziocinio, non vollero lasciar edificare quei manufatti che avevano poco prima fatto demolire con promesse edificatorie.
I fatti dicono che dal 1984/85 anno della demolizione dell’ Hotel Centrale dovettero passare circa 15 anni, tra cambi di proprietà del terreno  e progetti mai autorizzati.
L’allora DC,PSDI,PSI,PCI non autorizzava il nuovo manufatto, era un periodo che il partito doveva prendersi gli encomi sulla città, et voilà, tutto rimaneva fermo; apro una parentesi,( in Italia, era il periodo della nascita dei parchi acquatici   e Jesolo Lido avrebbe potuto essere una delle prime città ad averne uno, ed invece anche questa volta, aspettò  molti anni prima di vedere il progetto nascere, anche questo in ritardo, ci mise oltre 10 anni  per vedere la luce).
Poi dal 1993 con l’avvento dell’amministrazione  della Lega Nord si arrivò al 2000 per vedere il via alla ricostruzione di Piazza Marconi, con  i due l’interventi  l’ex-Hotel Centrale e l’edificio " Tombacco" oggi chiamato Santa Monica.
Durante tutto questo periodo, quasi una generazione,  piazza Marconi fu abbandonata a se stessa, era completamente in disuso,  così, con quel tergiversare della classe politica , la piazza perse quel fascino e quel fulcro importante per questa città.
Questa in poche parole la storia di Piazza Marconi.
Oggi dopo una forsennata speculazione  durata 10 anni, in un momento di crisi globale come questo che stiamo passando, invece di cercar  di riportare la piazza ai suoi arbori come centro e nucleo per l’aggregazione in città, si continua a farla collassare, con impalcature , cantieri interminabili e abbandono totale.
Da qualche anno poi, durante  i mesi di dicembre e di gennaio le amministrazioni succedute fin qui la rinchiudono completamente dentro ad un sarcofago  per  una manifestazione " il Sand Nativity ", durante tutto questo periodo la piazza rimane completamente priva del suo significato  di piazza, poi, con il montaggio e lo smontaggio  del sarcofago con autotreni e mezzi pesanti, caterpilar  e movimento terra si creano dei danni alla pavimentazione della piazza ed  i costi per il ripristino della pavimentazione  vanno  carico totale della collettività..
La fine  è sempre dovuta alla mano dell’uomo e piazza Marconi non è di meno, tutto ciò, rispecchia la città odierna  sempre più in declino.
Claudio Vianello

 
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