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Squinzi " Capri " 27.10.2012

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26 ottobre 2012 - DA " ADNKRONOS.COM"
I giovani di Confindustria al governo: "La pressione fiscale è una vera confisca"
A parlare è il presidente, Jacopo Morelli che ha voluto ricordare come il peso delle tasse in Italia toccherà il 45% del Pil
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Squinzi: "La spending review? Un aperitivo e al
governo: "imprese schiacciate dal fisco ".


Capri 27 Ottobre 2012

Sono almeno 2 anni che vado dicendo: le aziende del Veneto stanno chiudendo e/o le vogliono far chiudere. Ci stanno mungendo     come vacche e poi ci portano al macello, se poi qualcuno di noi si suicida non se ne preoccupano del perchè, ma lo sanno  perfettamente.
La mancanza di liquidità da parte delle micro e piccole aziende è dovuta soprattutto alle tasse ai  balzelli ed a tutto quello che un'  azienda deve sopportare per stare sul mercato ed a volte la dignità ed il coraggio di affrontare alcuni problemi che sembrano  invalicabili, vengono a mancare !
Ora, nell'arco di 24 ore se ne sono accorti; ieri, i giovani industriali i quali hanno detto per mezzo del loro presidente Jacopo Morelli   che lo stato invece di tassare , fa confisca ed oggi, il Presidente degli industriali Giorgio Squinzi,”loro” ha sentenziato che " le nostre    aziende stanno soffrendo e morendo di troppo fisco ".
Mi chiedo solo, dove erano e dove hanno vissuto fino ad oggi ? questi industriali !,  forse in un' altro mondo, ma vi eravate nascosti ?
Oggi per noi piccoli imprenditori lo Stato ci sta falcidiando , ci sta togliendo l’ossigeno e ci fa morire uno a uno di ipossia cerebrale, con una voracità tale che nelle Regioni del Nord c’è un aumento esponenziale di suicidi, in pratica dove lo Stato fa solamente cassa, quotidianamente.
Ora, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi in riguardo all'operato del Governo Monti, ribadisce: "Ritengo che dalla prossima legislatura serva una legittimazione politica. Non ne farei una questione di nomi, mi sta benissimo anche che il professor Monti guidi la prossima legislatura, purché abbia una legittimazione elettorale".
"Le nostre aziende stanno soffrendo, forse anche morendo di fisco, bisognerebbe fare una spending review molto più decisa e tutti i fondi che si liberano dovrebbero essere destinati alla riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori, le imprese, i cittadini". Poi ha parlato anche dell'attacco mosso ieri dai giovani imprenditori di Confindustria attraverso il Presidente Jacopo Morelli, il quale ha parlato  di un fisco che ormai è diventato per un' azienda una "confisca", Squinzi dice che, i giovani sono sempre più diretti, hanno meno peli sulla lingua e hanno il fuoco che arde dentro, perché si stanno accorgendo che, alla fine del gioco non realizzano reddito con le loro imprese. E, aggiunge, "sul fisco anch' io ho preso una posizione decisa perché credo di interpretare l'opinione di tutti gli imprenditori italiani: le nostre aziende stanno soffrendo, forse anche morendo di fisco".
La spending review "personalmente la considero un aperitivo, credo si possa procedere anche all'antipasto, al primo, al secondo, al dessert", dice il presidente di Confindustria che alla domanda se a suo parere ci sia ancora spazio per una spending review più decisa, a margine del convegno dei giovani imprenditori, risponde: "Secondo me sì, nettamente".
Mandate, mandate "la Guardia di finanza a prendere le targhe dei Suv a Cortina o Forte dei Marmi o scoraggiare l'industria nautica (questa estate i porti italiani sono stati deserti), sarebbe più opportuno pensare a provvedimenti proattivi per esempio la completa deducibilità di determinati costi", attacca poi Squinzi sulla necessità di ridurre il peso fiscale.
Il Presidente Squinzi inoltre fa un acuto su quel contributo del 3% sui redditi sopra i 150 mila euro per allargare la copertura finanziaria agli esodati: "Sicuramente un ulteriore carico fiscale e che, peraltro, non è l'unico portato avanti in questi giorni perché sulle imprese sono arrivati anche altri balzelli. È una situazione generale che va rimeditata, pur sapendo che dobbiamo essere pronti a fare dei sacrifici".
Io sono convinto che: se non ci sarà un chiaro e netto cambiamento di rotta da qui a pochi mesi, questo Paese sarà risucchiato come un vortice in un buco nero, e poi........ per rimettersi in piedi ci vorrà, molto di più di 10 anni. n.d.c. Non c'è luce in fondo al tunnel,  c'è buio pesto, il governo sostiene esattamente il contrario.
Oggi nel 2012  le aziende resistono, sono i nuovi Partigiani del Veneto e del Nord d' Italia.
Da qui in poi ci saranno centinaia di migliaia di disoccupati, e la colpa non sarà certo delle aziende ormai stremate dalle Tasse e gabelle quotidiane, ne inventato tutti i giorni pur di mantenersi a galla.
Claudio Vianello



 
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