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Strategie di contenimento della popolazione di colombi

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SERVIZIO IGIENE DEGLI ALLEVAMENTI E DELLE PRODUZIONI ZOOTECNICHE
Strategie di contenimento della popolazione di colombi
I processi di urbanizzazione ed industrializzazione,accompagnati dal
sistematico abbandono degli edifici rurali,hanno provocato evidenti modificazioni
ambientali che condizionano di fatto il comportamento di numerose specie animali.
In particolare nei centri urbani si sono create condizioni microclimatiche che hanno
favorito l’insediamento di numerose colonie di colombi.
Infatti l’ambiente urbano offre sicuramente: sicure fonti di cibo,minor escursione
termica,temperatura media maggiore rispetto all’ambiente rurale, minor presenza di vento,
allungamento del fotoperiodo, siti dove nidificare e quasi totale assenza di predazione.
Queste migliori condizioni di vita permettono al colombo un aumento della attività
riproduttiva ed una sopravvivenza massiva dei pulli con conseguente aumento numerico
della popolazione.
Alla luce di queste considerazioni risulta indispensabile che i metodi di controllo
attuati al fine di contenere la popolazione di colombi risultino integrati e di grande efficacia,
in modo da permettere la effettiva riduzione programmata della colonia.
Al contrario, interventi poco efficaci determinano un aumento numerico della
popolazione stessa, favorendo una maggiore efficienza riproduttiva (una coppia può dare
origine a 12 figli in un anno) attraverso l’eliminazione dei soggetti più deboli e debilitati e
rendendo disponibili maggiori quantità di cibo ai colombi sfuggiti al piano.
I possibili indirizzi di intervento possono essere così riassunti:
1. Educazione culturale e sanitaria.
L’informazione del cittadino sugli interventi messi in atto dall’Amministrazione al fine
di ottenere sensibilità e collaborazione.
2. Censimenti.
La valutazione della gravità del problema è sicuramente di fondamentale
importanza prima di intraprendere ogni di intervento e permette, nelle fasi
successive, di valutare l’efficacia delle metodologie adottate.
3. Controllo dei siti di nidificazione.
Moltissimi edifici offrono condizioni ideali per punti di riposo, di nidificazione, e
dormitori e quindi una valutazione attenta e multifunzionale può individuare alcuni
stabili sui quali apporre ostacoli alla nidificazione con protezione passiva (reti sottili,
vetri, ecc) che si applicano in anfratti, finestre, sottotetti, ecc.
Questo tipo di intervento, a parte la complessità dell’opera che deve essere attuata
su aree estese dei centri storici da personale altamente specializzato, ha costi
relativi elevati e spesso si limita a spostare il problema ad aree immediatamente a
ridosso di quelle trattate.
4. Controllo dell’alimentazione.
Uno dei principali motivi che favoriscono lo stanziamento dei colombi e ne stimola la
riproduzione è derivato dall’estrema facilità con cui gli stessi riescono, in ambito
urbano, ad attingere costantemente cibo.
Intervenire sulle risorse offerte dalla città non è certamente cosa semplice ma il
divieto di somministrare cibo ai colombi, assieme ad una consapevolezza del
cittadino, può, in parte, aiutare a risolvere il problema.
5. Cattura e soppressione.
Il risultato di questo tipo di intervento, ancorché non condivisibile sotto l’aspetto
etico, ha effetti solo temporanei. Infatti l’attività riproduttiva del colombo è di tipo
opportunistico, quindi, in considerazione di quanto prima espresso, in breve tempo
la colonia ritorna ai numeri iniziali, vanificando le risorse utilizzate.
In questo senso anche la cattura e la successiva liberazione dei colombi in altro
loco è da scartare a priori poiché l’homing (capacità di saper far ritorno a casa) dei
colombi è molto sviluppata.
6. Cattura e sterilizzazione chirurgica.
Poco seguita per l’elevato costo relativo alla complessità del piano che deve in ogni
caso prevedere: la cattura, il sessaggio (determinazione del sesso) che presenta
nei colombi grandi difficoltà, intervento chirurgico e successiva degenza.
7. Abbattimento con utilizzo di armi da fuoco.
Impensabile in ambiente urbano trova sempre minor spazio di attuazione , sempre
nel rispetto della legge sulla caccia e del Codice Penale, anche in siti lontani da
centri abitati, per il comprensibile senso di ripulsa che provoca in larghi strati di
opinione pubblica.
8. Eliminazione mediante avvelenamento.
L’uso del veleno per eliminare i colombi è un reato penalmente perseguibile
costituendo un pericolo per l’uomo, gli animali e l’ambiente.
9. Uso di repellenti e impedimenti fisici.
Fili percorsi da corrente elettrica, emissione di ultrasuoni, chiodi e scivoli di acciaio
e plastica, sono metodologie applicabili solo in modo puntiforme, pur valide, non
risolvono il problema ma si limitano a spostarlo ad altre aree.
10. Lotta Biologica.
L’immissione in ambiente urbano di rapaci diurni e notturni non riescono a risolvere
il problema in quanto in ambiente urbano non si otterranno mai concentrazioni di
rapaci tali da impedire il formarsi di colonie numerose di colombi.
11. Controllo farmacologico della riproduzione.
Una prospettiva più moderna di controllo delle nascite dei colombi è rappresentata
attualmente dalla somministrazione agli stessi ,miscelato al mangime, di sostanze
ad effetto antifecondativo in grado di deprimere per tempi più o meno lunghi
l’attività riproduttiva di questi animali. Il trattamento con il prodotto denominato
Nicarbazina determina infatti degli effetti inibenti la capacità riproduttiva dei colombi
e quindi una diminuzione del numero degli animali adulti la cui presenza non è
sostituita dai novelli.
Tutto quanto sopra esposto deve però essere oggetto di una attenta valutazione in
termini di opportunità e di fattibilità e deve essere attuato attraverso un provvedimento
Sindacale, tenuto anche conto della ormai consolidata giurisprudenza in materia nonchè
parere dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS) del 28.11.1996, ove si
riconosce di fatto all’Amministrazione Locale la podestà, nel rispetto delle leggi, di stabilire
i provvedimenti ritenuti più opportuni al fine di limitare i disagi causati da questi volatili.

 
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