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19.12.2019 - La cultura dell'arte visiva jesolana - I documenti di Jesolo, Claudio Vianello che ti documenta senza ipocrisie. Ti tiene quotidianamente aggiornato sulla vita politica e non di Jesolo, con commenti, approfondimenti, opinioni sui fatti di attualità in Jesolo e qualche altra notizia" Il Diario di Jesolo - Il Blog " di Jesolo

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2019
La cultura dell'arte visiva jesolana

La nuova colata di grigio cittadino
Jesolo  19 Dicembre 2019
di ©Claudio Vianello
Le occasioni mancate della politica jesolana. Il treno passa solo una volta nella vita

Leggo oggi su Facebook che la Lega, non quella Nord ma quella di Salvini Premier, lega italia, attraverso un suo Consigliere Comunale, seduto sui banchi del Consiglio Comunale di Jesolo, si sfoga attraverso un suo Consigliere Comunale Venerino Santin, con l’attuale amministrazione.
Fondamentalmente condivido quello che ha scritto e onestamente nel 2000, lasciai la maggioranza della Lega Nord in Consiglio Comunale di Jesolo anche per quanto scrive Venerino oggi.
Però è giusto far chiarezza sul perché siamo arrivati a queste sue esternazioni.
Jesolo è una ridente cittadina balneare a pochi chilometri da Venezia e per questo è anche attrazione turistica.
Santin ci racconta che l’attuale amministrazione comunale jesolana è poco attenta all’immagine e protesa allo sperpero di risorse per attività promozionali insignificanti o pseudotali.
Poi scrive: Occorre rendere la città più attrattiva, agendo su più fronti, e pensando “in grande”.
Proprio quel grande: forse qualcuno si ricorderà il progetto: amministrazione Calzavara 2002-2012 - Jesolo The City Beach 2012? Stendiamo un velo pietoso, fu proprio l’inizio della cementificazione cittadina….
 
Riguardo la cultura dell’arte visiva, richiesta dal Santin, sarebbe meglio scrivere “ coltura” a Jesolo. Purtroppo la cultura verso l’arte, a Jesolo non c’è mai stata, se non negli anni 80 con alcune mostre nelle aule della scuola Giosuè Carducci di via Bafile.
 
C’è da dire che le mostre d’arte hanno iniziato a macinare successi nei primi anni 2000 anche nelle nostre provincie, grazie al critico d’arte ed editore Marco Goldin.  Con la società “Linea d’ombra”, iniziò a curare delle mostre d’arte che facevano ogni volta il tutto esaurito. Le ultime, al Palazzo Gran Guardia di Verona fino al 5 aprile del 2020: il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky.
È vero, l’arte oggi giorno in collaborazione con altri gap turistici diventa un passo importantissimo per qualsiasi città, specialmente per chi è sempre stato abituato a mangiare sole, mare, patate e wurstel.
 
Ricordo che nelle mie lotte dai banchi del consiglio Comunale di Jesolo, vincolai nel PRG la ricomposizione spaziale delle zone centrali, poi chiaramente la norma fu cambiata con l’avvento del Sindaco Francesco Calzavara (2002-2007) la fase numero 2 della lega nord e ancora. (2007-2012)
Da allora via alla cementificazione di tutto e di più. Cemento che, in questi 20 anni, è stato il propellente in città, causando il depauperamento del territorio e facendo tabula rasa di tutto il verde.
In questi vent’anni il cemento non è proprio mancato, è mancata invece, quella lungimiranza in città che è oggetto dello sfogo di Santin, proprio in nome di una pseudo-modernità.
Troppo tardi la Lega italia di Jesolo se ne esce su temi importantissimi, peccando di lungimiranza quando era al governo della città.…Forse oggi, in cerca di consensi, diventa più demagogia che altro.
 
Ora che i buoi sono scappati si ritorna a parlare di improcrastinabili tempi per far sì che la città non debba morire sotto il peso del cemento e alla ricerca di un turismo di qualità.
 
Peccato, peccato e peccato che non si possa tornare indietro, ormai i danni sono stati fatti e forse si potrebbe correre ai ripari donando più verde all’immagine cittadina, con altri servizi come il divieto di fumo in spiaggia, una colorazione per identificare le zone del litorale e forse un pizzico di immagine in più attraverso l’accoglienza, in un territorio oggi grigio e magari un domani con un po’ più di colore.
Spesso mi chiedo come mai a Jesolo non ci sia una via delle grandi firme, viceversa abbiamo dei negozi che sembrano fatti per un souk orientale e questo non qualifica per nulla la nostra meravigliosa cittadina.
Spero solo che questa bolla speculativa, grazie a una politica fatta con prospettive a vista, non abbia da far implodere tra qualche anno la nostra Jesolo…Basta cemento e più cultura in nome di un turismo di qualità.
Bravo Venerino.. Speriamo che quanto hai scritto non sia solo una delle tante boutade per visibilità politica. Qualche volta fare anche un mea culpa non sarebbe mica male….
Per un vivi Jesolo tutto l’anno.

L'ubicazione del nuovo museo cittadino

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