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9 Dicembre 2014 - Il requiem alla politica di Jesolo

Rubrica a TuttoTondo > Venti14 TuttoTondo > della serie, va tutto bene
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di Claudio Vianello Venti14©




La scuola Giosuè Carducci di Jesolo

Il requiem alla politica di Jesolo

Jesolo 9 Dicembre 2014
di Claudio Vianello Venti14©

Normalmente il requiem viene dato come ultimo saluto al defunto.
Cosa centra direte voi: c’entra, c’entra eccome se c’entra. Ma partiamo dall’inizio: Scuola Elementare Giosuè Carducci 2 Dicembre 2014.
Un plesso scolastico storico di Jesolo, la sua "morte" naturale dovrebbe essere, la casa della cultura. No! non va bene. Da rifare.
E allora, sarebbe curioso capire perché, in molte città del mondo si investe sulla cultura e si creano mostre temporanee per invogliare i turisti, e tutto ciò sia sempre più in crescita.
A Jesolo invece, si fa di tutto per deprezzare e svendere l’arte, in cambio si costruisce, con i soldi della collettività, il bocciodromo comunale coperto.
Sarebbe bello capire se l’arte, per gli amministratori comunali sia quella di concedere licenze edilizie a chi investe sul territorio, (Investire, dal dizionario della lingua Italiana Garzanti 1. colpire con violenza; urtare, cozzare contro: le onde investono la scogliera; l’automobile ha investito in pieno il mezzo pesante | aggredire, assalire (anche in senso figurato): il reggimento di fanteria investì le posizioni nemiche; investire qualcuno con insulti, con minacce 2. effettuare un investimento produttivo o finanziario [+ in]: investire in azioni, in immobili, in opere d’arte; investire nei settori d’avanguardia), per depredare il nostro territorio e smantellarlo di quel poco che oramai ci è rimasto e darlo in mano ai cementificatori.
Ma veniamo al dunque, più volte ho preso posizione contro l’attuale amministrazione nel campo dell’arte visiva, posso dire che esiste un baratro di ignoranza tale, da far resuscitare i morti, d’altronde stiamo parlando di requiem!...
Spesso mi domando perché siano stati votati questi ultimi amministratori comunali! Si dice una frase fatta: Ai posteri l’ardua sentenza, ci aggiungo io, se vanno avanti così, tra crisi e centri commerciali cosa rimarrà del nostro territorio? Diciamolo chiaramente, hanno edificato dappertutto, basta girarsi un po’ intorno e ci accorgiamo, specialmente nei mesi autunnali e invernali, che hanno ridotto Jesolo ad un mortuorio. Volevano costruire la Las Vegas nel Veneto, poi hanno intervistato un architetto il quale ha detto che volevano copiare Dubai e quei quattro edifici, tutti sopra i 20 piani, che dovrebbero far assomigliare la nostra città alla Jesolo del 2020, hanno un problema e non da poco: nessuno compra più e per la città diventano un problema di immagine, tutto chiuso! Poi potremmo parlare di quelle zone che avrebbero dovuto rivitalizzare la città, un centro commerciale in zona Papa Luciani, Jesolo Magica ex Cattel, ex Capannine e la ex cittadella della musica. Tutte zone che oggi, rispecchiano l’attuale amministrazione comunale, degradata e abbandonata a chissà quale destino, sperando che qualcuno stacchi loro la spina.
Ma torniamo al filo conduttore, la ex scuola elementare Giosuè Carducci in piazzetta Carducci al Lido di Jesolo: cosa si inventa l’attuale amministrazione comunale capitanata dal "contabile" Valerio Zoggia, erede di un indirizzo già espresso con la precedente amministrazione Calzavara, lui allora era il vice –Sindaco, sì proprio l’attuale Sindaco della città di Jesolo.
Quest’ultimo, non pago di tutto il calcestruzzo ereditato e esistente nel territorio, ha proseguito sulla stessa linea dei suoi predecessori. Secondo molti il calcestruzzo, ovvero il mattone, sarebbe il capro espiatorio della crisi odierna italiana; dicono, i benpensanti, che se non riparte l’edilizia non riparte l’economia. Io avanzerei dei seri dubbi a riguardo.
Basta vedere i danni che hanno fatto e che stanno creando tutti i depauperamenti del terreno, nei vari equilibri idrogeologici del territorio italiano.
Abbiamo ancora tutti noi davanti agli occhi, gli ultimi disastri in Liguria, prima però c’è stata l’Emilia e prima ancora il Veneto, e prima ancora ecc.ecc… Chi paga poi per i danni creati dal politico sul territorio? Le conseguenze, come sempre poi le paga il cittadino, che è anche il primo a farne le spese.
Ma torniamo al contendere: la scuola Giosuè Carducci di Jesolo. Il 2 di Dicembre la Giunta Comunale si è riunita per deliberare al numero 349 (delibera di Giunta) la finalità del requiem per la ex scuola: Atto di indirizzo per il bando di permuta dell’immobile ex scuola Carducci, con un immobile da adibire a Museo.
L’attuale amministrazione comunale per 6 milioni 120 mila euro, baratta un posto centrale in prima fila per chissà quale altro post al privato, in cambio gli si regala cubatura residenziale e commerciale in una zona centralissima e unica, rimasta integra fino ad oggi da speculazioni.
Siete mai andati a Musei o a gallerie d’arte nelle varie città del Mondo? Sicuramente vi sarete accorti che i Musei stazionano in zone periferiche delle città e non in zone centralissime!
No! Forse non è così!  Jesolo, cambia rotta e vende uno dei pochi gioielli rimasti integri dalla spasmodica cementificazione privata e …………… permuta! Ci rendiamo conto che esiste la permuta per un pezzo di storia Jesolana.
Probabilmente il messaggio che vuol far passare questa amministrazione ai nostri figli è questo: smantelliamo la cultura per avere più case, appartamenti e negozi in centro… Probabilmente quelli che hanno costruito e che la città già possiede, non bastano più!
L’unica vera arte in città, a Jesolo, è quella di smantellare il territorio dalle poche cose importanti rimaste, per arricchire gli speculatori e impoverire ancor di più la città tutta, ovvero la nostra cultura…
Benvenuti nel Far West…


Questi i nomi dei politici che hanno permutato la storia della Carducci


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